Ven 12/03/2010 | TEATRO
Are We Human:
Dal romanzo Malina di Ingeborg Bachmann.
Regia Irene Mattioli; musica Bruno Franceschini; adattamento Albert Tola, Sonja Baude, Irene Mattioli; dramaturg Sonja Baude; scenografia Andreas Hoffschildt; con Franziska Dick, Tanja Fahrtmann, Lisa Scheibner.
Spettacolo in tedesco con sottotitoli.
Prima nazionale.
Durata: 90'
Il romanzo "Malina" è un viaggio nella brutalità della nostra cultura e allo stesso tempo nel paesaggio invisibile di ogni vita interiore.
La scrittura di Ingeborg Bachmann entra con delicatezza nei luoghi più dolorosi dell'inconscio collettivo.
Materia dello spettacolo sono i "Todesarten" (cause di morte): le violenze quotidiane a cui è esposta l'esistenza nella "civile" società europea.
Come spiega la stessa Bachmann L’io femminile del romanzo ha subito tante "Todesarten", è stato continuamente ucciso.
E questo vale per ognuno di noi.
Soltanto ufficialmente si dice che uno s’è ammalato di una malattia, invece non è vero.
Prima ho detto "uccisi", ma mi pare più giusto dire assassinati, saremo "assassinati".
.
Bagatelle N° 5 è un gruppo teatrale nato nel 2005, dall'incontro, presso l'Università delle Arti di Berlino, di artisti dalle diverse nazionalità.
Da allora ha realizzato produzioni e allargato le proprie collaborazioni in Germania, Italia, Spagna e Uzbechistan.
Una particolare attenzione è dedicata all'analisi della drammaturgia moderna e contemporanea, anche intesa come punto di partenza per nuove scritture sceniche.
Contributo di serata richiesto: 10.00€.
Fino ai 21 anni: 6.00€.
Abbonamento a 8 serate: 65€.
Fino ai 21 anni: 40€.
Apertura ore 21.30.
Ingresso riservato ai soci.
Sab 13/03/2010 | TEATRO
Are We Human:
Il Principe Costante (1965) da Pedro Calderón de la Barca e Juliusz Słowacki
Adattamento e regia Jerzy Grotowski; architettura Jerzy Gurawski; costumi Waldemar Krygier; direzione letteraria Ludwik Flaszen; con Ryszard Cieślak, Rena Mirecka, Antoni Jahołkowski, Maja Komorowska, Mieczysław Janowski, Stanisław Ścierski.
La sistemazione del palcoscenico e del pubblico sta a metà tra l'arena e la sala operatoria.
[...] I sentimenti della società verso il Principe non sono uniformemente ostili.
Sono piuttosto l'espressione di un sentimento di diversità ed alienazione unito ad una specie di attrazione, e questa combinazione contiene in sé la possibilità di reazioni estreme quali la violenza e l'adorazione.
(estratti dall'introduzione di Ludwik Flaszen contenuta nel programma di sala originale)
Questa ricostruzione audiovisiva dello spettacolo teatrale Il Principe Costante di Jerzy Grotowski è stata realizzata nel 1977, sincronizzando un film in 16 mm, privo di sonoro, presente nell'archivio del Teatr Laboratorium di Wrocław e una registrazione audio effettuata a Spoleto da Marotti nel 1967.
L'edizione restaurata è a cura di Luisa Tinti e Anna Rita Ciamarra, la traduzione italiana dei sottotitoli è di Marina Ciccarini.
A seguire incontro con:
Rena Mirecka - interprete de “Il Principe Costante” nel ruolo di Fenice.
Ferruccio Marotti - Direttore del Centro Teatro Ateneo “Sapienza” Università di Roma.
L'evento avrà luogo presso l'Accademia di Belle Arti "G. B. Cignaroli"
Inizio spettacolo ore 16.30.
Ingresso libero.
Ven 26/03/2010 | TEATRO
Are We Human:
Atto III Scena I
con gli allievi del Corso; regia Tommaso Rossi.
Romeo e Giulietta.
Atto III, Scena I.
Benvolio è accusato da Mercuzio di essere una persona violenta e rissosa.
Di Benvolio, in realtà, sappiamo tutt’altro, sembra essere il più pacifico e prudente tra i giovani veronesi.
Per di più nel resto della scena sarà Mercuzio a provocare la lite con Tebaldo.
Cosa si nasconde sotto questo breve e ambiguo dialogo d'inizio scena?
Un’ipotesi: Mercuzio vuole verificare se anche nell'uomo più mite si annidi la violenza.
La scena prosegue, Benvolio esplode riversando la propria rabbia, restituendo l'offesa all'amico.
Mercuzio è soddisfatto, ha la sua prova.
In ogni uomo si annida la violenza.
Ma qual è il movente che porta Mercuzio a desiderare questa risposta?
Il giovane amico di Romeo è sollevato dall’aver verificato di non essere il solo a possedere l'irrefrenabile sete di conflitto.
Forse è l’asfissiante pretesa di amicizie senza ombre a fargli desiderare uno scontro.
Forse Mercuzio non vuole il sangue, ha bisogno invece di far cadere uno stereotipo interno.
Forse vuole cambiare.
Da qui siamo partiti.
Da questo grande testo di William Shakespeare che parla d'adolescenza.
Dal senso di drammaticità insito nel concepire la possibilità d’essere altrimenti.
Durata: 55'
Chiunque vuole essere qualcuno e nessuno vuole essere chiunque
Videoinstallazione di Sirio Magnabosco con gli allievi di Atto III Scena I.
Come un alieno mi sono inserito nel mondo del laboratorio Atto III Scena I.
Ho guardato, ascoltato, preso nota.
Più che la fatica, più dello sforzo del gruppo ad inseguire un obiettivo comune, mi sono soffermato sui volti che si stagliavano nel contesto collettivo.
Ho cercato di ritrarli.
Ho cercato di documentare questo movimento del singolo (preso anche nel quotidiano, nei momenti "meno salienti"), un muoversi dal gruppo per tornare a sé e dal sé per cercare di andare verso gli altri.
La solitudine, una certa solitudine, diventa condizione imprescindibile all'incontro.
Sirio Magnabosco è fotografo freelance.
I suoi lavori sono stati pubblicati su N.Y. Times, Newsweek, Vanity Fair, Fair, Wired, Mare, IoDonna, Sportweek.
Tra i riconoscimenti ricevuti Primo Premio al Greece Photo Biennale 2008 (Thessaloniki), selezionato per il World Press Photo Joop Swart Masterclass (2007, Amsterdam), menzione speciale Attenzione Talento Fotografico FNAC (2005).
Contributo di serata richiesto: 10.00€.
Fino ai 21 anni: 6.00€.
Abbonamento a 8 serate: 65€.
Fino ai 21 anni: 40€.
Apertura ore 21.30.
Ingresso riservato ai soci.